I delphic sbarcano in italia?! Forse..

L’altra mattina sconvolto da una nottata stramba, mi ritrovo svogliatamente a fare colazione davanti alla TV. Ad un certo punto, in un misto di rincoglionimento e incredulità, cosa vedo?! Un video dei “Delphic” (chi penserete voi?!). La canzone del video si chiama “Doubt”.

E mi viene subito in mente Davide.
Il video infatti presenta elementi di motion graphics (almeno credo… Non sono un esperto, ma Davide potrà certamente confermare o smentirmi!!). Gli effetti creati sono davvero interessanti: poligoni e figure geometriche di svariati colori che fuoriescono dalla pelle dei personaggi diventando parte di essi. Come l’incertezza, il dubbio (proprio il titolo della canzone), un virus che prende forma e si insinua nelle persone, deformandole. Il risultato è un misto di macabro e fascino che però rapisce e tiene incollati al video (ah.. comunque anche la canzone è carina)!!

Il regista del video è Andrew Huang.
Già autore di altri video musicali, giudicato uno dei 25 direttori creativi migliori al mondo, Huang è un’artista a tutto tondo essendo anche pubblicitario, pittore e fumettista. E’ diventato famoso anche per i suoi cortometraggi pubblicati su YouTube: “Doll-Face” (2007), che trovate qui sotto, ha superato abbondantemente i 3 milioni di contatti.

3) Ma chi sono i Delphic?!
Sono un’alternative band di Manchester che, come direbbe Davide, seguo da un bel po’ di mesi (diciamo più di 6). Grazie a un primo singolo, Counterpoint, a dir poco sublime (una delle migliori canzoni del 2009), importanti performance live nei principali festival UK, e il clamore suscitato dai loro video sui YouTube (e c’è ancora chi è convinto che il successo di un cantante sia determinato dai dischi venduti) si sono guadagnati gli elogi di critica e pubblico. Il loro primo album (Alcolyte), come spesso accade però, tradisce un po’ le aspettative. A canzoni sognanti, dalla grande potenza musicale, se ne alternano altre decisamente piatte e prevedibili. Ma per il disco perfetto c’è ancora tempo. Sicuramente una band da “tenere sotto orecchio”. E chissà che quest’estate non vengano a suonare in Italia.
Intanto vi lascio con la bellissima Counterpoint.

di Mario Guidolin