Ve lo dico subito così avete tempo di metabolizzare… Gli emirati arabi hanno una vision per il 2021 (no, non come funziona in Italia dove al massimo i governi vivono alla giornata…) no, una vera e propria visione di come dovrebbe essere lo sviluppo per il futuro prospero della nazione. In questa vision c’è un comitato per la green economy e lo sviluppo sostenibile che ha come mission quella di trasformare Dubai in una Smart city. Il governo, sta quindi incentivando fortemente tutte le aziende ad adeguarsi rapidamente ai nuovi parametri green, non solo nell’industria, ma anche nelle assunzioni. Nei prossimi anni si stima saranno creati circa 300.000 posti di lavoro e parte della domanda sarà per lavori in settori come le energie rinnovabili, il green building, il controllo e il riciclo degli scarti, nonché lo sviluppo di un trasporto sostenibile… La città che più si spingerà avanti in questo processo è ovviamente Dubai, guidata dall’illuminatissimo (no credetemi è vero… chiamiatelo un annetto in Italia e ve la rivolta) Sceicco Mohammed bin Rashid al Maktoum… (ndr. Anche lo sceicco di Ajman è comunque molto attento alla sostenibilità tanto che viene chiamato lo sceicco green).

La cosa che proprio mi ha lasciato positivamente sconcertato è che già le aziende fanno a gara nel prendere parte a questa rivoluzione, e anzi vogliono guidarla. Attualmente, anche nel gruppo per cui lavoro, si sta già iniziando a discutere di “lavori green”, quel tipo di lavoro che non reca danno e che anzi produce valore e sostenibilità. Governo e key stakeholders si sono già organizzati in programmi di educazione alle istituzioni e verso le industrie… insomma, tanto di cappello.

Ieri la DEWA (dubai electricity & water authority) ha pubblicato un appalto per il “parco solare” – solar park, voluto dalla famiglia reale.

Una cosa che noti subito se vivi a Dubai è come tutto cambi radicalmente e velocemente. La definirei una città che ha dei tempi di adattamento e risposta rapidissimi, se c’è una nuova tendenza tutti ne parlano e quasi tutti si adattano… ma la cosa che proprio è impensabile per noi italiani che vogliamo sempre avere l’ultima parola, o saperne di più… e diciamocelo… siamo un filino ostili al cambiamento… è che tutti sostengono l’innovazione come se fosse un qualcosa di naturale.