“come vanno le cose?”
“ho avuto una conversazione a cuore aperto con mio padre, a lui non interessano i fidanzati e quant’altro, vuole che mi laurei il più presto possibile perché pensa che altrimenti sarà troppo tardi per sposarmi… non appena mi laureo, mi devo sposare… prova a trovarmi qualcuno da subito!”
(…)
“mi sento sotto pressione, e devo confrontarmi con questa cosa, mi sento senza fiato, e vorrei continuare a studiare”

Questa è la conversazione che mi sono ritrovato a fare oggi pomeriggio con un’amica indiana di 22 anni che vive e studia qui a Dubai, ma di storie come questa ne ho già sentite molte.

La cosa più curiosa di fronte a queste storie è che non esistono consigli… come mi ha detto un amico locale, puoi solo augurare ogni bene.

Per tutto il giorno non ho fatto che pensare al mondo femminile e al ruolo delle donne negli emirati e più in generale, nelle culture orientali. In generale, la situazione cambia da famiglia a famiglia, ma è vero che qui c’è un forte senso di rispetto per la donna e di protezione. Le ragazze occidentali, anche quelle più giovani, si sentono per lo più sicure e tranquille come in nessun altro paese occidentale. Il paese è estremamente sicuro, un uomo che importuna una donna o anche solo alza la voce in pubblico viene immediatamente allontanato e alle volte recluso per la notte.
L’uomo arabo “medio” è estremamente protettivo nei confronti della donna, sia essa sorella, figlia, madre o rarissimamente dell’amica. Questo perché culturalmente la donna viene “protetta”. Proteggere spesso è sinonimo di matrimonio, rispettabilità, accettazione sociale. Non ve la faccio lunga, e non si pensi davvero che qui le storie siano sempre e solo così… pensate un po’ a una settantina di anni fa in Italia. La storia è la stessa.
Non si pensi che comunque negli emirati la donna sia maltrattata, sottovalutata o obbligata, in generale penso che le donne qui siano invece piuttosto libere. Per molte di loro il vestito “abaya” che le copre interamente non è un segno di sottomissione o un obbligo, è una consuetudine e una comodità… ricordo un’amica che mi ha detto “mi faccio il trucco, non levo il pigiama, indosso l’abaya e sono splendida…”
Recentemente negli emirati c’è un vero e proprio processo di women empowerment, che ha portato a splendidi risultati tra cui cito la prima pilota donna dell’aviazione emiratina.
Il divorzio non è più così scandaloso come lo era un tempo, le donne possono tranquillamente richiedere l’annullamento senza alcuna conseguenza.
Una delle storie più famose è quella della prima videomaker donna degli emirati. Il padre non voleva che aprisse la propria azienda video da sola, doveva sposarsi… lei chiese ad un amico di sposarla, e dopo un mese divorziarono. Inizialmente doveva portare con se un uomo inglese che veniva pagato per presenziare alle riunioni di lavoro per avere una maggiore credibilità (avete presente funny money? Ecco…), ma alla fine è riuscita a lanciare il proprio business senza dover rendere conto a nessuno.
Insomma, per farla breve, la situazione femminile non è poi così malaccio come molte amiche italiane credono,
tuttavia in un mosaico di genti e persone quale gli emirati, sono ancora moltissimi i matrimoni “arrangiati” e spesso, non si creda, anche gli uomini (per racconti di amici) non sono contenti di ritrovarsi a dover sposare una persona per un accordo che spesso è solo parzialmente vantaggioso. Come diceva un amico… “le famiglie si possono accordare, ti possono dare una macchina, una terra e dei soldi, ma alla fine con questa persona ci devi vivere tu, ci devi fare una famiglia tu e devi provvedere a lei tu… non è facile nemmeno per un uomo”.

Dedicato a N. perché la vita è breve e ogni momento ha un valore immenso… eppure passiamo giorni interi ad aspettare e interi anni a sognare.

Ti auguro il più bel momento di libertà pura, di totale controllo delle tue scelte e della tua vita,
sono sicuro che quel momento verrà anche per te.