Incontri e Fare Business a Dubai

• Gli incontri di business spesso iniziano come una chiacchierata amichevole. Gli Emiratini amano parlare del rapido sviluppo del proprio territorio e delle enormi strutture che stanno creando. Puoi usare questa cosa per instaurare un rapporto con loro.

• “Vado negli emirati, trovo un partner locale e divento ricco!” Davvero? se fosse così facile l’avremo già fatto tutti. Scordatevelo, in generale gli emiratini prendono… non danno. Per aprire una azienda a Dubai vi serve un partner locale o dovete necessariamente trovarvi una freezone. I partner locali prendono soldi da voi per farvi da sponsor, non ve li danno.

• Negli emirati arrivare in orario ad un appuntamento è una cosa quasi impossibile per i locali, dipende da caso a caso, ma in generale questa è la tendenza. Rinfacciare un ritardo è considerato molto scortese (…ve l’ho detto)

Per i Mussulmani il venerdì è giorno di riposo e preghiera, a Dubai per il 90% delle aziende anche il sabato è giorno di riposo. Non programmare business meeting in questi giorni. Viene considerato poco serio e irrispettoso. Per esperienza personale, anche i colloqui di lavoro in questi giorni si possono benissimo evitare, spesso sono una perdita di tempo.

• Le strette di mano sono uno standard per lo più, anche se alcuni uomini e donne della regione del Golfo preferiscono per ragioni religiose non stringere la mano a persone del sesso opposto.In segno di rispetto puoi comunque portare la mano destra all’altezza del cuore, lo riterranno molto positivo.

• I biglietti da visita sono essenziali; Ultimamente si stanno diffondendo parecchio i QR code per ragioni di praticità. Si scambiano come nei paesi occidentali all’inizio dell’incontro di lavoro.

• Ti basta l’inglese per muoverti a Dubai, non ti occorre imparare l’arabo. L’inglese è parlato davvero da tutti.
Tuttavia, potresti considerare di imparare qualche frase in Arabo, che è sempre ben accetta. Il saluto base tra i locali arabi è salaamu aleikum (“la pace sia con noi”); La risposta base a questa frase è sempre aleikum-salam. Potresti inoltre usare marhaba (benvenuto, non c’è di che), min fudluk (per favore) e shukran (grazie). Spesso potrebbero rivolgersi a te con habibi (my dear)

• La frase araba Insh’allah (“se Dio vuole”) viene usata il più delle volte per procrastinare una situazione o giustificare un ritardo. Per dirla in breve… se chiedi qualcosa ad un locale e ti risponde sorridendo Insh’allah puoi star certo che non farà nulla per darti una mano. Questa espressione è usata molto spesso per dire “NO”. Nella cultura araba infatti dire apertamente “NO” è considerato molto scortese… come palesare apertamente un proprio pensiero negativo su una persona.

• Attenzione a parlare di religione e politica. I giovani sono per lo più aperti al dialogo, ma in generale, gli emiratini non amano critiche al sistema, guai inoltre a dire qualcosa di negativo sulle persone che governano il paese. Lo sceicco è amatissimo.

Abitudini lavorative

• Per conservare la propria identità culturale (gli emiratini sono meno del 10% dell’intera popolazione a Dubai per capirci), tutte le comunicazioni ufficiali del governo vengono redatte in arabo. Anche il vestire è e rimane “local”. Per lo più gli uomini indossano la dish-dasha (un vestito bianco a sacco) e la gutra (copri capo bianco con una corda nera e varie finiture). I giovani (mi è capitato più volte) si stanno occidentalizzando velocemente. Quindi alle volte per praticità al posto del copri capo preferiscono un cappello col frontino (Lakers style), e se vanno a divertirsi vestono alla occidentale, non di rado arrivano con magliette coloratissime e jeans, comunque mai volgari (italian-tamarro-way). Le donne locali indossano l’abaya in pubblico. Su questo si potrebbe aprire un capitolo lunghissimo, in generale, posso confermare che ormai nessuno le obbliga a farlo, lo fanno perché è tradizionale, e perché è comodo (anche qui per esperienza personale come mi raccontava una mia amica… se voglio metto il pigiama sotto ad una abaya elegante e chiunque pensa che io sia comunque una persona raffinata e rispettosa) … insomma facciamola spiccia, sta abaya è comoda… per altro negli emirati per lo più le donne non coprono il volto, anzi, lo scoprono moltissimo e usano molto trucco.

• Gli uomini arabi (che spesso hanno studiato all’estero) amano le occidentali, le considerano più open minded e più divertenti. Un matrimonio con una occidentale non è più considerato scandaloso, anzi…
Il governo però se sposi una donna locale ti paga la casa e l’educazione dei figli… insomma…

• L’abbigliamento per il lavoro a Dubai è considerato molto elegante (giacca e pantalone praticamente obbligatorio per gli uomini) eccetto il giovedì quando alcune compagnie occidentali accettano il casual look. Le donne dovrebbero vestire in maniera modesta coprendo le spalle, le braccia e le ginocchia, specialmente durante il Ramadan.

• Durante il Ramadan (il mese del digiuno per i mussulmani che è finito oggi con la festa dell’ EID), i mussulmani si astengono da cibo, sesso, tentazioni varie, dall’alba al tramonto. Personalmente, a parte la scocciatura del non poter mangiare o bere all’esterno, è un mese splendido. Ogni sera, per l’iftar le famiglie si riuniscono (gli expat fanno lo stesso…) è una specie di natale allungato… Gli orari di lavoro si riducono e molte compagnie (occidentali comprese) tendono a chiudere verso le tre del pomeriggio. La vita normale riprende non appena il sole tramonta (verso le sette di sera) e i negozi rimangono aperti fino a tarda notte. Personalmente a me questo periodo di ramadan è piaciuto parecchio. Per noi occidentali non è un grosso problema, possiamo mangiare e bere quando vogliamo, dobbiamo solo farlo nelle aree dedicate per non disturbare o tentare i colleghi che digiunano. Durante l’iftar le opportunità di fare networking abbondano nelle tende create per le cene comuni (ce ne sono parecchie, ricordano un poco le nostre sagre di paese, ma molto più eleganti e climatizzate). Un invito a fumare shisha, o bere un caffè, o anche per un intero iftar è una opportunità incredibile per chiudere un accordo o per stringere nuove amicizie.

• Raccomandazioni e contatti personali (wasta in Arabo) sono considerate molto importanti. L’uso però non è all’italiana (trovami un posto per questo…) ma è più un “ho lavorato con lui e mi ha aiutato moltissimo” o “abbiamo raggiunto ottimi risultati”. Insomma la “wasta” è più meritocratica. Se comunque hai un buon CV, una laurea e dimostri buone capacità non ti devi preoccupare, le porte si apriranno. NB: “Wasta” è tipicamente un modo di fare arabo, non aspettatevi lo stesso trattamento dagli occidentali.
Capitolo a parte andrebbe riservato agli indiani, i filippini e altre popolazioni asiatiche che spesso fanno molto gruppo e precludono l’accesso a determinati settori ad altre nazionalità.

• Natale e pasqua sono lavorativi. Per esperienza personale puoi chiedere un giorno di ferie non pagato, te lo concederanno senza fare troppe storie.